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Green Office: Pothos of Polynesia

Il lungo periodo di lockdown ha indotto a ripensare a tanti aspetti del well-being: family, nature, spazi eco-sostenibili dove lavorare e luoghi di smart-living a misura di sè.

Ma come costruire spazi sostenibili per la mente, l’anima ed il corpo?

Introdurre le piante da interni può aumentare la salute mentale, in casa e nei luoghi di lavoro. In particolare è stato osservato come lansia diminuisce significativamente con l’interazione attiva, osservare e accudire la pianta.

Pianta per smemorati

Una pianta facilmente reperire, il cui nome botanico è scindapsus aureus, o epipremnum aureum, detto anche pothos o più comunemente potos. In origine, era endemico dell’isola di Mo’orea delle Society Islands della Polinesia Francese, ora è selvaggio in molti paesi tropicali e sub-tropicali dell’Asia e dell’Oceania.

Questa è una pianta molto facile da coltivare che sopporta anche condizioni di vita che porterebbero ad un rapido deperimento qualsiasi altra pianta da appartamento: caldo secco, aria priva di umidità, polvere, angoli bui, prolungata siccità… il potos sembra che resista anche al giardiniere più svagato, che si scorda delle sue piante! ed è forse questo uno dei motivi che l’ha reso così diffusa non solo per la grande bellezza del fogliame.  Si può annoverare quindi tra le più tipiche piante da appartamento, ma è originaria delle isole del Pacifico.

Il potos è denominata la pianta degli smemorati”, per la sua grande resistenza anche quando ci si dimentica di curarla, ma il nome pothos potrebbe derivare dal greco con significato ambivalente di desiderio o lutto: desiderio perchè legato alla forma a cuore delle sue foglie e al fatto di essere una pianta sempreverde, così come il fuoco di una passione; lutto invece perché, essendo una pianta rampicante, è usuale trovarla nei cimiteri come elemento decorativo. Also, ancora una volta le foglie sempreverdi esprimono il concetto di eternità, fortemente interconnesso con il tema della morte.

Le foglie lucide, la rendono una pianta elegante, che funge da elemento di arredo nelle nostre case; negli ultimi anni il suo gradimento è ulteriormente aumentato per le sue doti di “depuratrice dell’aria”. Alcuni studi hanno infatti appurato che è in grado di assorbire una grande quantità di inquinanti derivanti dal traffico cittadino, oltre ad alcuni componenti delle vernici indoor molto comuni.

Le foglie si presentano generalmente di forma ovale o cuoriformi e sono lucide, leggermente cerose, spesse e rigide, e si sviluppano su lunghi rami volubili da cui spuntano radici aeree che permettono alla pianta di abbarbicarsi su qualsiasi sostegno. In genere si coltivano come rampicanti, ponendo in vaso un tutore alto fino a un paio di metri su cui la pianta si sviluppa. Esiste anche una varietà a foglie piccole, spesso visibili in paniere appesi come piante ricadenti, e il fogliame si presenta con striature giallo, di bianco, bianco/rosato.

Per coltivarlo, proprio perché non necessita di particolari cure, basta avere un vaso sufficientemente grande da dargli il giusto nutrimento ed è meglio se presenta nel fondo una manciata di argilla espansa così da evitare pericolosi ristagni d’acqua. Non è una pianta che ama la luce diretta e crescerà bene anche in stanze esposte a nord o in ambienti particolarmente umidi, come può essere il bagno.

Una delle accortezze è di non esagerare con l’acqua: basta anche una sola innaffiatura una volta la settimana, o comunque attendere che il terriccio sia asciutto tra una e l’altra. Alla ripresa della stagione vegetativa la si può rinvasare o al massimo aggiungere del nuovo terriccio. Se dovesse aumentare troppo di volume, si possono staccare dei ramoscelli e farli poi radicare in acqua: entro qualche settimana avrete una nuova pianta che crescerà con più vigore quante più cure dimostrerete.

Ricordiamo infine che il potos cresce al meglio in un ambiente umido, quindi è opportuno preoccuparsene vaporizzando le foglie soprattutto in estate.

I fiori sono piccolissimi, anche se è molto raro che la fioritura avvenga in coltivazione.

Qui invece un suggerimento per sperimentare la gioia del flower design.

Luce | Preferisce luce indiretta ma si adatta a luce leggera.

Acqua | Mantenere umido nei mesi più caldi ma non inzuppato. Innaffiaremeno nei mesi più freddi e lascia asciugare il terreno più a lungo tra un’annaffiatura e l’altra.

Nutrienti | Alimentare con fertilizzante a lenta cessione una volta ogni sei mesi (fare riferimento alla confezione per il dosaggio). Nei mesi più caldi, nutrire due volte con un fertilizzante liquido.

Terreno | Molto leggero, con inerti.

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